30.10.2026

Artissima

Oval - Lingotto Fiere, Torino
30 ottobre - 1 novembre 2026

ARTISSIMA

Oval - Lingotto Fiere, Torino
30 ottobre - 1 novembre 2026

Corridoio Green - Stand 13
Corridoio Brown - Stand 14

Preview su invito
giovedì 29 ottobre, 15-20

Apertura al pubblico
venerdì 30 ottobre, 12-20
sabato 31 ottobre, 12-20
domenica 1 novembre, 11-19

COMUNICATO STAMPA

A arte Invernizzi presenta in occasione di Artissima 2026 un percorso espositivo che riunisce opere significative di artisti dell’arte contemporanea italiana e internazionale, appartenenti a diverse generazioni e rappresentati dalla galleria. I lavori esposti instaurano tra loro un dialogo mostrando una coerenza di fondo nel loro rapporto con la materia e l’immagine: ciascun artista propone una personale lettura che risponde all’esigenza di dare corpo ad un’immagine che sia unità armonica e inscindibile tra la dimensione materiale e quella mentale.

La successione di impronte di pennello n. 50 a distanza di 30 cm l’una dall’altra che Niele Toroni ripete sulle superfici più varie, diviene un invito a fare esperienza dell’espropriazione di sé a favore di un gesto che non è di nessuno e per questo di tutti; ciò che emerge nell’intervallo di “tocchi” pittorici è la necessità della pittura di farsi visione attraverso l’atto generativo del pittore, il cui l’intervento diventa il medium che dà corpo e tangibilità all’opera stessa.

In questa dimensione “espansa” dei sensi e della mente, il “progettare” diviene punto di collegamento tra ciò che è stato e ciò che sarà: in divenire, tra idea e immagine. Ne sono un esempio emblematico le opere di Alan Charlton “Triangle Painting” che mettono in luce attraverso la ripetizione dello stesso elemento un costante ripensamento del monocromo grigio, scelto e utilizzato dall’artista come suo unico colore.

Filo conduttore è la volontà di catturare e tradurre in presenze aperte, attive, quell’energia in movimento sottesa a ogni evento nel suo accadere, a ogni forma nel suo divenire, a ogni esperienza nel suo farsi. Seguendo questa poetica le Reticenze di Grazia Varisco mostrano una danza di corpi fissi e aerei attraverso la ritorsione e modellazione di reti metalliche sospese che le compongono.

In apparente contrapposizione si collocano le opere di Elisabeth Vary le quali si originano da un rapporto fisico con la duttilità del cartone, materiale apparentemente fragile, che diviene presenza solida e vibrante, trasformandosi in oggetto tridimensionale capace di occupare lo spazio grazie alla sua forza intrinseca in cui il colore diviene protagonista ed elemento strutturale che definisce forma, ritmo e intensità.
Affinità che si riscontano nei monocromi di Günter Umberg, composti da diverse stratificazioni di pigmenti colorati stesi su tavole di legno a partire dagli anni Settanta, i quali danno corpo a una materia cromatica intensa e pulsante, in cui lucentezza e vibrazione materializzano un’inedita tensione tra corporeità e immaterialità.

La contrapposizione tra presenza e assenza, in cui la fisicità dell’opera è ridefinita attraverso l’intervento dell’artista, concretizza l’immagine come espressione di un’esigenza conoscitiva. Questo aspetto è indagato da Riccardo De Marchi attraverso la scrittura-foratura, caratteristica del suo lavoro, che riporta la traccia del suo passaggio all’interno di un percorso che è mentale e metaforico, oltre che fisico. Nelle opere più recenti in acciaio inox satinato e acciaio inox a specchio l’artista attiva ripetutamente diverse possibilità di visione, anche in relazione al materiale utilizzato.

La sensibilità verso lo spazio e la materia sono temi ampiamente indagati anche da Carlo Ciussi la cui straordinaria potenza sorgiva contraddistingue la sua produzione artistica che è rivolta all’esplorazione oltre i confini del visibile attraverso una grammatica ritmata di segni in continua metamorfosi, emblema di una potenza rigenerativa che invita a reagire e a dare corpo al pensiero.

Le opere presentate in occasione di Artissima 2026 sono dotate di affinità e singolarità che rispettano i differenti linguaggi di ogni artista ma, allo stesso tempo, insistono ed enfatizzano i legami sottesi che prendono corpo a partire dalla materia che diviene immagine e soglia di conoscenza attraverso la visione e la percezione.