24.09.2021

Art Basel

Basel

ART BASEL 2021
24-26 settembre 2021
Hall 2.0  Stand D7

Colloquium
Rodolfo Aricò, Carlo Ciussi, Gianni Colombo, Dadamaino
Riccardo De Marchi, Mario Nigro, Salvatore Scarpitta, Günter Umberg

La galleria A arte Invernizzi presenta ad Art Basel 2021 un progetto espositivo con una selezione di opere esposte nella mostra Colloquium: Günter Umberg e l’arte italiana organizzata negli spazi della galleria - occasione per la quale l’artista tedesco è stato curatore.
Per Günter Umberg, alla base di ogni ideazione artistica vi è un dialogo: con lo spazio, con l’osservatore, con le altre opere, con il passato e il presente, con il mondo e la realtà, cosicché l’esperienza estetica e percettiva non risulta mai chiusa e conclusa, ma muta, evolve e si anima in una processualità esperienziale incessante.
Il progetto crea un dialogo ideale che pone in relazione le opere di Günter Umberg con quelle di alcuni dei principali protagonisti dell’arte italiana degli ultimi decenni come Rodolfo Aricò, Carlo Ciussi, Gianni Colombo, Dadamaino, Riccardo De Marchi, Mario Nigro e Salvatore Scarpitta.

Nella parete centrale viene presentata una grande installazione di Günter Umberg in cui i monocromi, attivando lo spazio, dialogano con le opere di altri autori individuati sulla base di corrispondenze e affinità, generando organismi ricchi di risonanze, che costruiscono l’ambiente e lo definiscono.
In mostra sono presentati i Collages Vibratili di Mario Nigro, facenti parte del ciclo di opere esposte alla Biennale di Venezia nel 1964, in cui dinamismo e vibrazione generano traiettorie inesplorate; alcune opere spaziali modificabili e in continuo mutamento, ad animazione meccanica, appartenenti al ciclo dello Spazio Elastico di Gianni Colombo - opera con cui l’artista vinse il primo premio alla Biennale di Venezia del 1968; due rare opere del 1957 di Salvatore Scarpitta che segnano un momento fondamentale nella ricerca dell’artista poiché si attiva l’idea di un “fare” che diviene funzionale alla logica del costruire, e un Volume (1960) di Dadamaino, dove una successione di forature regolari, praticate su fogli di materiale plastico, movimentano le superfici in dissimili trasparenze.
Sono inoltre esposte alcune opere di Carlo Ciussi della fine degli anni Sessanta, appartenenti al ciclo esposto anche alla Biennale di San Paolo del Brasile nel 1967, dove le figure geometriche elementari sono combinate e variate, a creare una visione dinamica ed emotiva dello spazio.
Al centro dello stand viene presentata una scultura di Riccardo De Marchi (2020-2021) nella quale la combinazione di plexiglas trasparente e acciaio inox specchiante, con fori praticati ortogonalmente da tutte le direzioni, acuisce la propria complessità di lettura anche nelle stratificazioni delle superfici, e un’opera di Rodolfo Aricò (1973) la cui superficie vibra per un’intensa luminescenza che le è conferita dalla sovrapposizione di numerose stratificazioni.