04.04.2025

MIART

4-6 aprile 2025

MIART 2025
4-6 aprile 2025
Allianz MiCo
viale Scarampo, Milano

Padiglione 3, Stand B79

Anteprima VIP
giovedì 3 aprile, ore 11-18
Vernissage
giovedì 3 aprile, ore 18-21
Apertura al pubblico
venerdì 4 aprile, ore 11.30-20
sabato 5 aprile, ore 11.30-20
domenica 6 aprile, ore 11-19

A arte Invernizzi presenta in occasione di Miart 2025 un percorso espositivo con opere significative di artisti dell’arte contemporanea italiana ed internazionale di diverse generazioni rappresentati dalla galleria, creando un dialogo-confronto tra loro.

Nella parete centrale dello stand viene presentata l’opera Neons 3 D 65° 90° 25°, di François Morellet, esposta in occasione dei trent’anni della galleria nel 2024. Il lavoro si relaziona con due opere in ferro caratterizzate dalla struttura della griglia, elemento primario della ricerca artistica di Morellet.

Nella parete di destra vengono presentate le due modalità di esposizione dei “libri” di Francesco Candeloro, nella versione chiusa e aperta, dove i fogli colorati, nei quali sono tracciate delle fessure sagomate che possono essere definite come “occhi”, sono disposti in giochi combinatori che tengono conto delle geometrie dei supporti e delle colorazioni prodotte dai “filtri” di acetato sovrapposti.
Accanto ad essi l’opera 4 Vertical parts di Alan Charlton mette in luce una ripetizione e allo stesso tempo un costante ripensamento dell’elemento monocromo grigio, scelto e utilizzato dall’artista come unico colore. La ripetizione della forma genera un ritmo interno all’opera, dettato dall’alternanza tra pieno e vuoto. Da un centro vuoto si diparte l’energia della pittura di Coffee Rings (2023) di Philippe Decrauzat, pensata come ripetizione modulare di motivi “optical”, dinamizzanti, e costituita da tre anelli concentrici, cromaticamente definiti proprio con l’uso di caffè.

Nella parete di sinistra sono presentate opere di Rodolfo Aricò tra cui Cenere definita dall’artista un trapezio di un grigio “un po’ ottuso” che “quando vibrerà sembrerà di mille colori sovrapposti”. Questi lavori dialogano con le superfici vibranti di Günter Umberg, i cui monocromi sono il risultato di diverse stratificazioni di pigmenti colorati stesi sulle tavole di legno, e con il Senza titolo di Riccardo De Marchi, che grazie all’uso della foratura crea una continua contrapposizione tra presenza e assenza, attivando diverse possibilità di visione anche in virtù del materiale usato. Il ritmo interno alle opere di De Marchi si ritrova anche nei lavori di Niele Toroni e David Tremlett. Il primo per la reiterazione costante del medesimo segno, il secondo per la ritmica alternanza di equilibri tra le forme geometriche che lo compongono e la modulazione tonale delle cromie scelte. Le forme sono create come parti dialoganti all’interno di una costruzione, che per Tremlett è spesso generata da reminiscenze di paesaggi, memorie di viaggi o segni di intense riflessioni sulla natura dei luoghi visitati.

Sulla parete esterna dello stand le opere di Gianni Asdrubali, in quanto interattive, si relazionano con l’ambiente circostante, rafforzandosi a vicenda e creando un’esplosione energetica in cui il colore e la loro disposizione nello spazio espositivo generano visioni dinamiche e vibranti. Accanto, il lavoro di Nelio Sonego, appartenente al ciclo degli “Orizzontaleverticale”, attraverso il gesto ripetuto ma sempre diverso indaga le possibili variazioni delle linee all’interno della tela, che si apre e si espande nell’ambiente circostante.